ANOTHER BRICK IN THE WEB

Allarme Ue sulle truffe via cellulare

Dietro alle suonerie ed agli sfondi per i cellulari si nasconde quasi sempre una truffa, o almeno una cattiva informazione: questo il risultato «dell’indagine a tappeto» realizzata a inizio giugno da Bruxelles e presentata oggi dalla commissaria Ue alla tutela dei consumatori Meglena Kuneva. «L’80% dei siti internet in cui vengono venduti i servizi – riassume la commissaria – trae in inganno il consumatore o con prezzi poco chiari o perchè mancano informazioni sul fornitore dei servizi o perchè sono fuorvianti i termini del contratto». E si tratta di una truffa facile facile, visto che la metà dei siti controllati «si dirige a chi è meno protetto: ai bambini», insiste Kuneva.

I casi riportati da Bruxelles parlano chiaro. C’è un consumatore che ha speso 76 euro per un salvaschermo ordinato nel novembre 2007 e che non è mai riuscito ad aprire sul cellulare. I genitori di un bambino di 9 anni, che per sbaglio ha ordinato una suoneria spacciata come gratuita, si sono invece visti recapitare una bolletta di 272,71 euro. Più frequente il caso di contratti che è facile sottoscrivere, ma diventa quasi impossibile interrompere. L’indagine della Commissione si è concentrata su 558 siti internet di 29 paesi europei, i 27 più Norvegia e Islanda. «Nel 50% dei casi – spiega Kuneva – le informazioni sui prezzi sono poco chiare, nel 70% mancano o sono lacunose le informazioni necessarie per contattare il fornitore del servizio e nel 60% dei casi i siti presentano delle informazioni fuorvianti sui contratti».

In Italia sono state controllate sette società ed in cinque casi la Commissione ha rilevato la necessità di andare più a fondo con le indagini. In Europa 54 casi riguardano invece società che operano a livello transnazionale. Ora la commissaria chiede alle autorità nazionali di intervenire sui fornitori di servizi, pretendendo il rispetto delle direttive Ue sulle pratiche sleali (2005/29), sui contratti a distanza (1997/7) e sul commercio elettronico (2000/31).

Se le società non si adegueranno, «dovranno scattare le multe», avverte Kuneva, che non esclude nemmeno di «aprire delle procedure di infrazione» contro quegli Stati membri che non interverranno a dovere per reprimere le truffe. Al momento sette Paesi – Norvegia, Finlandia, Svezia, Lettonia, Islanda, Romania e Grecia – hanno già pubblicato i nomi dei siti in cui sono state riscontrate irregolarità.

Scappano invece da qualsiasi controllo e da qualsiasi azione legale i siti internet che vendono servizi nella Ue, ma che hanno la loro sede legale in Paesi terzi. Il rischio, per i consumatori europei, è che queste società decidano di trasferirsi all’estero per sfuggire proprio alla stretta comunitaria e continuare a compiere truffe in un mercato in piena ebollizione.

Il giro di affari per suonerie e salvaschermi ha raggiunto i 691 milioni di euro nel 2007 ed è in continua crescita. Nei primi mesi del 2008 è già stato registrato un incremento del 18%. Le suonerie la fanno da padrona, arrivando a rappresentare da sole il 29% del «mercato totale» dei contenuti dei cellulari e costituendo anche un’ottima ancora di salvezza per un’industria discografica che vende sempre meno Cd. (Fonte: lastampa.it).

Luglio 18, 2008 - Pubblicato da ilmoffo | Cellulari, Computer, Internet, News, Serio, Tecnologia | | No Comments Yet

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